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Ragnetto Rosso: come riconoscere e affrontare un’infestazione

Ragnetto Rosso: come riconoscere e affrontare un’infestazione

Di Massimo Tortorici | Pubblicato in Caffè Tropicale il 15 – Aggiornato il 10 Apr

Copertina

Il ragnetto rosso ama succhiare linfa alle nostre piante quando fa caldo o comunque quando c’è molta poca umidità. Questo gli permette di attaccarsi facilmente alle sue foglie preferite e di rimanerci nudo e crudo a banchettare giorni e giorni.

Siete sedute/i sul vostro divano, in salotto o in terrazzo e d’un tratto vedete cadere una foglia della vostra Plumeria o Frangipane. Se siamo in autunno penserete “è normale, con l’arrivo del freddo perdono le foglie”. Già, ma che succede se questo avviene in piena estate? Vi avvicinate e notate che la foglia è ingiallita e semi-accartocciata sui bordi, le venature sono necrotizzate. Di chi è la colpa? Un nemico invisibile, subdolo, di dimensioni impercettibili, si annida nella pagina inferiore di quella e, probabilmente, di tante altre foglie della vostra pianta: stiamo parlando del Ragnetto Rosso, uno dei parassiti più temuto in dalla primavera inoltrata all’autunno, forse l’unico realmente in grado di attaccare anche le piante tenute dentro casa. In questo articolo proverò a darvi qualche dritta per riconoscerlo e, quindi, combatterlo.

Ragnetto Rosso: descrizione, condizioni e piante preferite

Il ragnetto rosso è un parassita fitofago succhiatore di linfa. Già questo vi fa capire che non è un ragno vero e proprio, con il quale condivide l’aspetto esteriore e il fatto che sia in grado di produrre ragnatele. No, care/i mie/miei, questo maledetto è una vera e propria calamità per le vostre piante! Non tutte però. Riesce facilmente ad attaccarsi a piante le cui foglie sono sufficientemente sottili, ma grandi e succose al tempo stesso. Quindi, per fare qualche esempio: oltre alla Plumeria (o Pomelia, se siete siciliane/i), anche tante altre come Anthurium, Maranta Leuconeura, Stella di Natale,  Alocasia Polly e molti altri tipi di Alocasia, molte varietà di Philodendron, Ficus Lyrata, giusto per citarne alcuni. Anche gli ortaggi vengono spesso attaccati. Ok, direte, ma gli va bene qualsiasi micro-clima? Qualsiasi no, ma un tipo di micro-clima facilmente riscontrabile nelle nostre case o nei nostri terrazzi, sì: il caldo secco. Il ragnetto rosso ama succhiare linfa alle nostre piante quando fa caldo o comunque quando c’è molta poca umidità. Questo gli permette di attaccarsi facilmente alle sue foglie preferite e di rimanerci nudo e crudo a banchettare giorni e giorni.

I sintomi di un’infestazione da ragnetto rosso

Delle foglie abbiamo già detto. Purtroppo ci si accorge del misfatto quando cominciano ad ingiallire e cadere rapidamente, nel giro di pochi giorni. Per molte piante però ciò può accadere anche per altre cause, come eccesso idrico o, viceversa eccessiva siccità, o ancora per altri attacchi parassitari. In caso vogliate capire se dipenda dalla presenza di ragnetto rosso, vi basterà fare le seguenti verifiche:

  • macchiette gialle diffuse sulle foglie e crescita nuove foglie bloccata
  • foglie arricciate sui lati e appiccicose al tatto
  • presenza di gruppi di piccoli puntini bianchi sulla pagina superiore della foglia
  • presenza di minuscole ragnatele sulla pagina inferiore delle foglie, soprattutto in prossimità della nervatura centrale

Questi ultimi due sono i sintomi più tipici, che non lasciano dubbi. Si tratta di ragnetto rosso (o di qualche altro acaro “cattivo”). Se pensate di vederli camminare gioiosi, vi sbagliate. Non sono grandi come gli afidi, questi si vedono solo con una buona lente di ingrandimento. Ve l’ho detto che sono subdoli!

Il ciclo di vita del ragnetto rosso e gli acari buoni

Il ragnetto rosso lo abbiamo definito “parassita fitofago succhiatore di linfa”, giusto per spiegare in poche parole cosa è e cosa fa. Di fatti, appartiene alla famiglia degli acari. Cosa vuol dire questo? Oltre alla dimensione microscopica, che ne rende difficile l’individuazione, c’è un problema di riproduzione. Già, purtroppo devo dirvi che il ragnetto rosso si riproduce ad una velocità importante. Non si tratta però solo di numeri di uova (ogni femmina in media depone fino a 50 uova), né di velocità di schiusa (15 giorni), ma anche di frequenza. Nelle giuste condizioni di caldo secco e prolungato, il ragnetto rosso può riprodursi più e più volte, fino a quando non arriva la pausa autunno-invernale. Quando le temperature scendono, le uova rimangono per così dire “in stand-by” per poi schiudersi a primavera inoltrata quando comincia a fare caldo. E quindi? O riuscite ad azzerarlo completamente, esemplari adulti, larve e uova, oppure ve lo ritroverete sulla stessa pianta ad ogni primavera.
Per fortuna gli acari non sono tutti così. Anzi, addirittura ce n’è uno che adora cibarsi del ragnetto rosso! Si chiama Phytoseiulus Persimilis, ma gli addetti ai lavori li chiamano anche Acari Fitoseidi. Ne parleremo tra pochissimo.

Come prevenire l’arrivo del ragnetto rosso

Arrivati a questo punto, se siete state/i attente/i, sapete già cosa fare per prevenire un’infestazione da ragnetto rosso. Sì, quella cosa che fate ogni tanto, a volte un pò annoiate/i, che vi fa venire i crampi al polso: nebulizzare, spruzzare, chiamatelo come vi pare; l’importante è che l’umidità sia sempre bella alta. Se volete impedire al ragnetto rosso di attaccarsi e banchettare sulle vostre piante preferite, dovete nebulizzare acqua a più non posso! Maggiore è la  temperatura attorno alla vostra pianta, più spesso vi toccherà fare questo lavoro, ogni 2 giorni magari, e nelle ore più fresche. Non c’è alternativa. Se volete rafforzare le difese immunitarie della vostra pianta, ogni tanto potete approfittarne per nebulizzare anche un prodotto naturale come la Propoli. Questo prodotto risulta molto utile se usato  quando la pianta è o è stata particolarmente stressata da eventi quali potature, correnti d’aria o, appunto siccità e clima secco. Inoltre, nebulizzare continuamente la pianta con acqua ha una contro-indicazione: l’insorgere di malattie fungine. Utilizzando ogni tanto un prodotto a base di propoli, terrete lontano questo spettro.

Come combattere un’infestazione da ragnetto rosso

Se vi accorgete di un’infestazione attraverso i sintomi descritti prima, c’è poco da fare, vi serve una terapia d’urto! Dei teorici rimedi eco-friendly vi parlo nel prossimo paragrafo. Per quanto riguarda l’impiego di prodotti pronti all’uso, purtroppo (o per fortuna) quelli chimici stanno diventando sempre più difficili da reperire sul mercato. Uno dei prodotti che ha “fatto la storia” della lotta al ragnetto rosso, è stato senz’altro PROTECT GARDEN Acaricida Borneo, una soluzione che, mischiata in piccole dosi ad acqua e nebulizzata sulle foglie, è in grado di “sterminare” le forme giovanili, quindi piccoli e uova.

Tornando però sui prodotti di origine naturale, ne citiamo giusto un paio utili alla causa:

KB Insetticida Acaricida: azienda attiva da oltre 30 anni nel settore giardinaggio, la KB produce questo composto già pronto all’uso con comoda bottiglia spray. L’elemento acaricida contenuto in questo composto è l’Olio di Colza che, come anche altri olii vegetali, “disturba” acari e ragnetti andando a stendere sulla foglia un velo che impedisce o comunque rende difficile la respirazione appunto agli insetti fitofagi. Da utilizzare a cadenza regolare fino alla scomparsa del problema, ogni 5-10 giorni, a seconda della gravità dell’infestazione.

Cifotris Bio di CIFO: Questo prodotto, a a base di estratto naturale di ortica agisce sull’acaro/ragnetto in maniera diversa rispetto ad un olio vegetale: va infatti ad esercitare un’azione urticante, rendendo quindi la superficie fogliare semplicemente inospitale per il ragnetto. Anche questo prodotto va utilizzato a cadenza regolare fino alla scomparsa del problema, ogni 7-10 giorni, a seconda della gravità dell’infestazione. Plus ulteriore, l’estratto di ortica è anche un’ottima arma naturale contro afidi e altri fastidiosi parassiti.

Rimedi super naturali contro il ragnetto rosso

Come detto in precedenza, i rimedi naturali per sconfiggere il ragnetto rosso ci sarebbero…il problema è che sono attuabili solo in teoria, almeno nel caso vogliate trattare una o più delle vostre piante ornamentali che tenete in casa o in balcone. Mi spiego. Parliamo di creature in grado di far fuori i ragnetti cibandosene, siano essi ragnetti adulti, larve, o uova. Nello specifico, stiamo parlando della coccinella e del già citato Phytoseiulus Persimilis. Per quanto riguarda la prima, potete pure prenderle le coccinelline, si trovano in commercio. Il problema è farle restare lì ferme sulla vostra pianta (che mi auguro mettiate fuori), a scovare tutti i ragnetti rossi possibili. Il rischio è che, essendo le coccinelle munite di ali, vadano da altre parti a cercare cibo più sostanzioso e abbondante. E non le vendono con il guinzaglio, eh! Quindi, il rimedio “coccinelle” consigliato anche per eliminare gli afidi, va bene, ma solo se avete un piccolo orto, o meglio ancora una porzione di campo coltivato, attaccato da parassiti. Parlando invece di Phytoseiulus Persimilis, ovvero l’ “acaro buono”, ci sono vari produttori che li vendono, in confezioni più o meno pratiche. Ve ne consiglio uno in particolare:
Biotop – acari Phytoseiulus: Venduto in confezioni da 500 acari, viene prodotto su richiesta. Gli acari vengono venduti vivi, devono arrivare vivi, ed essere impiegati sulla pianta altrettanto vivi. Questo vuol dire che, una volta arrivata la confezione, dovete aprirla nel minor tempo possibile e utilizzarla tutta. Dando un’occhiata alle dosi raccomandate, però, si fa presto a capire che anche questo prodotto, come le coccinelle, è ottimo in caso di infestazione su metri quadrati di terreno e non su una o due piante da interno. Poi, certo, nulla vi vieta di comprare 500 acari ed impiegarne una cinquantina. Però è un bello spreco buttarne via il 90% no?

Evitare il ritorno del ragnetto rosso

La sfida non è eliminare il ragnetto rosso al primo attacco. La vera sfida è azzerarlo o comunque fare in modo che non ricompaia più sulla pianta trattata. Già, perchè, sulla base di quanto detto, ogni volta che fate fuori una colonia di ragnetti, è molto probabile che questi abbiano già deposto le uova, in grado di sopravvivere ad eventuali trattamenti. E allora che fare? Durante l’estate nebulizzare quotidianamente il fogliame delle piante attaccate e momentaneamente curate, sarebbe sufficiente, per evitare la schiusa delle uova, ma è veramente improbabile che voi riusciate a farlo tutti i giorni. Per cui la soluzione è una sola: trattare la pianta ai primissimi sintomi di ricomparsa del ragnetto rosso. Non bisogna cioè dargli la possibilità di riprodursi, Fatto ciò, potete star tranquille/i. Certo non è facile, ma se siete in piena estate, vi basterà osservare la vostra pianta “curata” a distanza di 3-4 settimane dall’apparente scomparsa del ragnetto rosso. Se invece siete in primavera, tenete d’occhio le temperature: quando si comincerà ad andare sopra i 25 gradi aguzzate la vista e tenetevi pronte/i. Se riuscirete a debellare per sempre un’infestazione da ragnetto rosso su una delle vostre piante, nulla potrà più spaventarvi!


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I Migliori metodi per combattere (e sconfiggere) gli afidi

I migliori metodi per combattere (e sconfiggere) gli afidi

Di Massimo Tortorici | Pubblicato in Caffè Tropicale il 5 Mag  – Aggiornato l’11 Apr

Copertina

Gli Afidi prosperano quando il clima è caldo e sufficientemente secco. Tradotto, da maggio a settembre dovrete senz’altro osservare meglio le vostre piante.

Maggio. Arriva il caldo, le piante in balcone germogliano, i fiori sbocciano copiosamente, gli uccellini cinguettano, le colombe tubano…poi all’improvviso l’idillio si spezza. Le piante che prima germogliavano si fermano, le foglie si fanno più piccole e avvizziscono, i fiori sbocciano deformi, se ce la fanno. Che sarà mai successo? Ci si avvicina alla pianta improvvisamente impazzita, ed eccoli che spuntano, decine di puntini, simili a pidocchi gialli o neri, che se ne stanno lì, vicini fra loro e avvinghiati a foglie e boccioli. Sono gli Afidi, o “pidocchi delle piante”, insetti succhia-linfa infestanti. Rimuoverli è d’obbligo, e in questo articolo faremo una breve lista delle modalità per farlo.

Quando aspettarsi l’arrivo degli Afidi e quali piante possono essere attaccate

Gli Afidi prosperano quando il clima è caldo e sufficientemente secco. Tradotto, da maggio a settembre dovrete senz’altro osservare meglio le vostre piante. Le piante maggiormente gradite a questi piccoli parassiti sono tutte quelle a foglie relativamente morbide, possibilmente produttrici di fiori, quindi Hibiscus, Dipladenia, Passiflora, etc., ma anche le abbondanti fioriture di succulente come i Sedum o i Pachyphytum possono attirarli. Per prevenire l’arrivo degli afidi non è pensabile nebulizzare le vostre piante, anche perché questa è un’operazione che dovreste fare 2 volte al giorno tutti i giorni, per provare a tenerne umide le superfici. Insomma, dovete mettervi l’anima in pace, non c’è un modo reale per prevenire un’infestazione da afidi, a meno ché….non vi accorgiate che le formiche sono improvvisamente aumentate sul vostro balcone. Che c’entrano le formiche con gli afidi? Vediamolo meglio nel prossimo paragrafo.

L’Hibiscus è particolarmente gradito agli Afidi

Il ruolo delle formiche

Le formiche, si sa, sono esseri terribilmente industriosi, le loro qualità, organizzazione, forza, sono decantate in tutto il mondo animale! Ebbene, tra le varie qualità, c’è anche quella di essere degli ottimi “allevatori”. Eh sì, avete capito bene, spesso sono le formiche a creare veri e propri allevamenti di afidi. In inverno custodiscono al sicuro e al caldo, nei loro formicai, gli afidi e le loro uova; con l’arrivo della primavera si parte, uova in spalla, e tutti in fila a sistemare le uova dei nostri piccoli amici! Che storia assurda direte, e invece no. Dovete accostare le formiche all’essere umano e gli afidi alle mucche: noi mungiamo le mucche per il latte, le formiche gli afidi per la melata. Gli afidi, infatti, se stimolati adeguatamente fanno fuoriuscire una sostanza zuccherina di cui le formiche vanno ghiottissime! È un connubio vincente: tu proteggi le mie uova e mi porti a mangiare le mie piante preferite, e io in cambio ti rifornisco ogni giorno del tuo alimento energizzante preferito. QUANTO È BELLA LA NATURA!

Come combattere gli afidi

Ed eccole le soluzioni per combattere gli afidi. Ogni possibile soluzione è adatta ad uno specifico stadio del problema. Provate ad impiegare il metodo più adatto, a seconda di quanto sia avanzato lo stato di infestazione delle vostre piante.

Eliminare le formiche

Se siete sveglie/i e lungimiranti, avrete capito che la prima cosa da fare se volete provare ad evitare l’arrivo massiccio degli afidi sulle vostre piante, è combattere le formiche! Fare questo vi metterà parzialmente al riparo dal problema, perché gli afidi arrivano anche da soli, per via aerea, ma come si dice “sconfiggi le formiche e sei già a metà dell’opera”, no?
Per farlo, a meno ché non vogliate mettervi a pestarle una ad una, o in alternativa, vogliate importare illegalmente un esemplare di formichiere gigante, vi propongo due prodotti poco invasivi:

Johnson Raid Formiche Esca: se avete un balcone piccolo e tutto sommato riparato dagli agenti atmosferici, questa esca-gel può fare al caso vostro. È più adatta per gli interni, per il semplice fatto che non può entrarvi acqua, ma sicuramente è una soluzione pulita e ideale per fare prevenzione sulle formiche. Piazzatene 2-3 ogni 10 mq e dopo qualche giorno le formiche saranno un lontano ricordo.

KB Nexa Formiche Granuli, 250g: il principio è lo stesso del prodotto precedente, solo che il veleno-esca è in micro-granuli e andrà sparso per terra lungo il presunto sentiero di camminamento delle formiche. Va da sé che è un prodotto da utilizzare una volta che si sia effettivamente verificata la presenza di una colonia di formiche che fa avanti e indietro tra un formicaio e i luoghi di lavoro/alimentazione.

Eliminare gli afidi manualmente

Se trovate colonie di afidi concentrate in piccole porzioni di pianta sacrificabili, dovreste considerare di eliminare quella porzione di pianta. Con una piccola sforbiciata, risolvereste l’80% del problema. In alternativa, se avete tempo e pazienza, potreste toglierli uno ad uno, utilizzando uno stuzzicadenti o più cotton-fioc imbevuti di alcol. In alcuni casi, una prima rimozione manuale, può rendere più efficace uno dei metodi descritti nei prossimi paragrafi.

Utilizzare il rimedio della nonna

Quale metodo migliore del vecchio caro “Rimedio della Nonna”? Scaglie di sapone di marsiglia mischiate ad acqua, qualche nebulizzata qua e là e il gioco è fatto! Facile no? Magari lo fosse davvero. Questo metodo ha sicuramente un fondamento: il sapone di marsiglia non danneggia direttamente gli afidi, semplicemente non gli permette di attaccarsi alla pianta. Il problema è che quando l’infestazione è già ad un livello avanzato, ed è lì che in genere ci si accorge della presenza degli afidi, questo metodo non è sufficiente. O almeno, questa è la mia esperienza personale, magari qualcuno è riuscito realmente a debellare una colonia di centinaia di afidi usando sapone di marsiglia e olio di gomito, anzi di polso!

Diventare allevatore di coccinelle

Qui c’è dell’ironia, lo ammetto. Ho letto da molte parti che le coccinelle sono grandi predatrici di Afidi, così come lo sono altri insetti. Quello che non ho mai capito è come e dove ci si può procurare le larve di coccinelle e, onestamente, a parte l’eccitazione di fare un simile esperimento, e al beneficio del tutto naturale di impiegare un insetto bello e simbolico come la coccinella, la trovo una soluzione un po’ utopistica. Comunque, io ve l’ho riportata, per correttezza, scrivetemi pure se avete esperienza diretta in questo senso, sono molto curioso!

Utilizzare insetticidi naturali

Dal momento che ormai è diventato molto difficile procurarsi un prodotto chimico come quelli di una volta, quella dei prodotti naturali rappresenta l’unica via e sicuramente il futuro nel campo della cura di piante ornamentali. La cosa buona è che non danneggiano indirettamente gli insetti impollinatori, quindi potete tranquillamente applicarli anche su piante abbondantemente fiorite.

Di seguito le 3 tipologie di prodotti utili alla causa:

Partiamo dal Sapone Molle (Potassico). Prodotto da molti, può essere acquistato in formati puro, da diluire, o spray, già diluito in acqua. Va detto che questo è un prodotto comunque “soft” e come tale va applicato in uno stadio di infestazione non troppo grave, e avendo cura di eliminare le parti di piante più gravemente infestate. Di fatti, è un concentrato di sapone di marsiglia, ma anche di altri elementi; per cui la sua funzione è quella di “lavare” la pianta dalla sostanza zuccherina prodotta dagli afidi, in modo che non vengano attirati altri insetti. La vera arma da utilizzare contro gli afidi è l’Olio di Neem, che esercita una funzione neurotossica sugli afidi. L’olio di neem è inoltre molto utile per combattere la famosa cocciniglia, prendete due piccioni con una fava, insomma. Tornando a noi, l’ideale è usare i due prodotti in combinazione, utilizzandone uno per lavare la pianta e uno per attaccare direttamente i parassiti, motivo per cui è possibile acquistare i due prodotti anche in una pratica confezione combo.
Se non sarete soddisfatte/i un’altra soluzione può essere un prodotto a base di estratto di ortica. L’ortica esercita un’azione urticante sui parassiti, rendendo le piante trattate tutt’altro che gradevoli e facili da succhiare. Utile anche per la lotta al famigerato ragnetto rosso, questo tipo di prodotto non può mancare nel vostro “armadietto dei medicinali”.

Considerazioni Finali

Gli afidi sono una brutta bestia, oltre a moltiplicarsi velocemente, una volta debellati potrebbero tornare in poche settimane. Non pensate quindi di cantare vittoria tanto facilmente! Per fortuna, di metodi per contrastarli ce ne sono tanti. Spero di aver fatto un po’ di ordine sul tema e di aver fornito qualche spunto interessante. Voi scegliete il metodo che preferite, ma ricordate di non smettere mai di osservare le vostre piante. Prima vi accorgerete del problema, prima ne uscirete.


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Quando e perché è importante usare un concime (liquido)

Quando e Perché è Importante Usare un Concime (Liquido)

Di Massimo Tortorici | Pubblicato in Caffè Tropicale il 15 – Aggiornato il 6 Mar 2026

I concimi sono FONDAMENTALI per la salute e la nutrizione di qualsiasi pianta vogliate coltivare in vaso.

Concimi in granuli, a lento rilascio o concimi liquidi, concimi organici o concimi chimici, concimi in polvere, lupini, concimi per piante verdi, fiorate, grasse…concimi su concimi, su concimi! Quando si è alle prime armi e ci si annoia ad innaffiare le proprie piante sempre allo stesso modo, improvvisamente si accende la lampadina: “non è che forse devo concimarle?” Ebbene, una volta che vi si è accesa la lampadina e volete saperne di più per capire quale concime utilizzare, fate la vostra bella ricerca su Google ed ecco che vi beccate una bella spataffiata di articoli super-tecnici, dopo la cui lettura vi pentite amaramente di non aver preso una laurea in chimica. E allora perché scrivere un ennesimo articolo sull’argomento, vi chiederete? Ma è chiaro, per mettere ordine e facilitarvi la vita, o almeno ci si prova! Motivo per cui, qui si parlerà del tipo di concime più indicato per chi vuole semplicemente mantenere delle piante dentro casa, e magari anche in balcone (ad eccezione di alberi da frutto e ortaggi, poi capirete perché).

A cosa servono i concimi

I concimi sono FONDAMENTALI per la salute e la nutrizione di qualsiasi pianta vogliate coltivare in vaso. Punto. Le ragioni sono molteplici:

1) il substrato di coltivazione, per quanto di elevata qualità, non potrà mai essere ricco di elementi nutritivi come lo sono i terreni nei quali in natura crescono le nostre piante preferite. E poi il concime di un terriccio può valere per i primi mesi di utilizzo, niente più.

2) le piante coltivate in vaso, non vivono in condizioni di spazio e micro-clima adeguati, o meglio queste non saranno mai identiche alla realtà.

3) conseguentemente ai 2 punti precedenti, le nostre piante saranno, di base, più deboli, e quindi più facilmente deperibili e attaccabili da malattie, parassiti, e altri disastri, di quanto non lo siano le loro parenti in natura.

Ebbene, per colmare tutti questi problemi, avete bisogno di utilizzare un BEL CONCIME!

Nozioni Base

I concimi altro non sono che composizioni di una certa quantità di macro-elementi e micro-elementi. Senza entrare troppo nel merito, ciascuno di questi svolge una certa funzione nel nutrimento della pianta, ma in questa sede, vi basterà sapere che i macro-elementi principali sono tre: Azoto (N), Fosforo (P), Potassio (K). Quella tra parentesi è la nomenclatura chimica di ciascun elemento, la base per poter leggere l’etichetta di un concime, sulla quale troverete queste tre lettere sempre in rigorosa successione, N-P-K, e numeri a seguire. I numeri indicano la quantità percentuale di quel macro-elemento presente nel concime. Ad esempio, un concime NPK 14-5-8, sarà costituito, traducendo, al 14% da Azoto, al 5% da Fosforo, all’8% da Potassio. Ma a cosa servono?

I 3 macro-elementi

Di seguito le funzioni dei vari macro-elementi:

  • l’Azoto (N) stimola la crescita delle parti verdi, in tutti i sensi: tronchi, fusti, steli, germogli, fogliame, fiori e frutti; e lo fa anche e soprattutto facilitando la fotosintesi. Decisamente l’elemento più importante.
  • il Fosforo (P) incide sullo sviluppo dell’apparato radicale ed è molto importante per il processo di divisione cellulare. Aumenta quindi la capacità della pianta di produrre energia.
  • il Potassio (K) influenza la capacità della pianta di conservare acqua e nutrienti, riducendone l’evaporazione dalle foglie. In altre parole, è l’elemento che massimizza la gestione dell’energia.

Tutti e tre questi macro-elementi, concorrono al rafforzamento della salute della pianta, aumentandone la resistenza a parassiti, attacchi fungini e condizioni climatiche avverse.

Gli altri macro e micro-elementi sono, in questa sede, trascurabili, aggiungeremmo troppa carne al fuoco.

Differenze tra concimi liquidi e concimi granulari

Ok, se a questo punto della lettura vi siete convinte/i che investire qualche euro l’anno in concimi sia una buona idea, nasce il primo dubbio: meglio un concime liquido o uno granulare? Questa è la scelta principale che dovrete fare, posto che, come vedrete, le case produttrici vi suggeriscono poi un concime per ogni tipo di pianta. Comunque, sbrighiamo subito questa pratica:

  • il concime liquido è facile da dosare, quando si tratta di pochi litri d’acqua, il concime granulare no. E se vi sbagliate con le dosi, nel senso che impiegate troppo o troppo poco concime granulare, le piante trattate potrebbero andare in overdose (letteralmente friggendo le radici) o subire gravi carenze nutritive.
  • Il concime granulare, a lento assorbimento, è soggetto agli agenti atmosferici: se piove troppo, si diluirà troppo in fretta, dissipandosi e quindi non nutrendo la pianta gradualmente, come dovrebbe; il concime liquido è già diluito e quindi il suo apporto alla pianta non varia al variare degli agenti atmosferici.
  • I concimi liquidi possono essere somministrati anche per via fogliare (diluendoli in acqua, secondo le dosi indicate dal produttore) caratteristica molto utile nel caso in cui, ad esempio, dopo 10 giorni il substrato del vostro Ficus Lyrata è ancora bello umido, ma voi sapete (da etichetta) che quel concime può essere somministrato ogni 10 giorni e non ogni 21.

È evidente, quindi, che le due tipologie di concimi rispondono a situazioni/esigenze diverse.

In quali casi preferire un concime liquido

Sintetizzando quanto detto nel paragrafo precedente: se avete un orto, delle aiuole, o una serie di alberi da frutto, utilizzate un concime granulare (anche perché quelli liquidi, essendo a rilascio immediato, vanno utilizzati più spesso e sono venduti in confezioni piccole). Se però le piante che dovete trattare sono tenute in casa o anche in balcone/terrazzo/patio/ingresso, alloggiate in vasi e vasetti, usate un concime liquido. Anche nel caso in cui abbiate delle grosse vasiere decorative messe fuori in terrazzo, meglio un concime liquido (ricordatevi il discorso sugli agenti atmosferici).

Quale concime liquido scegliere?

Ed eccoci arrivati alla parte più pratica: “quale concime compro?” In commercio ce ne sono tanti, ma ferma restando la macro-distinzione liquidi/granulari, quello che fa la differenza è la composizione. Dovete chiedervi: preferisco un concime più “piatto” che abbia un pò di tutto, o un concime che sia più sbilanciato su certi macro-elementi e che mi permetta di nutrire le piante secondo le loro e le mie esigenze? Per noi di Pianteincasa la risposta è semplice: la seconda! Per questo nel nostro negozio e nel nostro shop online  vendiamo solo concimi liquidi Cifo. La composizione dei concimi liquidi Cifo è più sbilanciata sul macro-elemento principale per la specifica “categoria” di pianta-obiettivi, risultando “meno universale” e più specifico rispetto agli analoghi concimi di altri marchi.

Concimi liquidi per piante verdi (da interno ed esterno)

Quelle che i produttori chiamano piante verdi, altro non sono che il 90% delle specie tropicali che abbiamo tutti in casa (Felci, Pothos, Strelitzia, Ficus, Monstera, Alocasie, Palme, Pilea, Filodendri, Calathee, etc.). Quale sarà il concime migliore per queste piante? Ma è chiaro, un concime con maggior concentrazione di….Azoto! In questo modo le vostre piante  saranno in grado di sviluppare foglie più grandi e sane. Ecco il nostro preferito della categoria:

CIFO per Piante Verdi: concime con composizione NPK 14-5-8, decisamente più sbilanciato sull’azoto. Va da sé che questo concime è una bomba se usato in pieno periodo vegetativo, quindi da Aprile ad Ottobre. Fate una bella scorta, la stagione della crescita è bella lunga e, da manuale, questa prelibatezza può essere somministrata alle nostre amiche piante circa una volta a settimana (se innaffiate ogni 10 giorni, ogni 10 giorni,etc).

Concimi Liquidi per Piante Fiorite

Qui ci riferiamo a tutte le piante famose per i propri fiori (Hibiscus, Geranio, Gelsomino, Plumbago, Dipladenia, Lantana, Passiflora, etc.), per le quali l’obiettivo è quello di favorire fioriture abbondanti e prolungate nel tempo. Salvo continue calamità naturali, la fioritura dei vostri balconi durerà davvero per tutta la bella stagione. I macro-elementi predominante in questo caso sono due: il Fosforo e il Potassio. Per poter produrre fiori, infatti, una pianta deve avere tanta energia a disposizione, e al tempo stesso deve essere in grado di non disperderla rapidamente. Il concime liquido CIFO per Piante Fiorite è pesantemente sbilanciato su Fosforo e Potassio, ed è per questo che ci piace! Nel dettaglio, la composizione è NPK 8-12-16, e può essere usato anche per quelle piante tropicali note per il fogliame, ma anche per i propri fiori, come ad esempio le Begonie Maculate o le Hoya.

Concimi liquidi per piante grasse

“Eh no, pure alle grasse il concime no!” direte. Eppure, anche loro appartengono alla categoria “piante”, ed essere molto resistenti non vuol dire non aver bisogno di sostanze nutritive. Soprattutto, la resistenza è una qualità che non dura in eterno, a maggior ragione se le nostre amichette sono esposte per certi periodi a temperature molto basse o sono tenute in casa in condizioni di luce non ottimale. L’elemento principe qui è il Potassio.
Vanno bene per cactus, euphorbie, crassule, agave, aloe, zamioculcas etc. Il concime liquido CIFO Piante Grasse ha una composizione NPK 3-6-12 che garantisce un buon 25% circa di macro-elementi. Il ferro, quarto elemento predominante, garantisce una colorazione vivida per le vostre succulente.

Concimi liquidi per orchidee

Chiudiamo la carrellata di “categorie” da concime liquido con le Orchidee, in assoluto il “fiore da interno” più diffuso. Data la particolare struttura, le Orchidee hanno bisogno di un concime specificamente bilanciato, non possiamo certo andare ad usare quello CIFO per piante fiorite di cui abbiamo parlato in precedenza, pena il possibile sovradosaggio e stress radicale. Il concime liquido CIFO per Orchidee con la sua composizione NPK 6-6-6 è perfetto per sostenere la crescita di fiori, foglie e radici nuove. Il produttore dice che può essere usato tutto l’anno, ma se proprio dovete scegliere un periodo, scegliete il periodo fiore-vegetativo, e cioè da quando comincia a produrre gli steli che poi fioriranno fino a settembre-ottobre.

E il concime per limoni e agrumi?

Capitolo a parte per i concimi da impiegare su limoni e agrumi. I produttori infatti si concentrano su concimi granulari da disciogliere in acqua, e quindi siamo un po’ fuori dal tema dell’articolo. Vale comunque la pena fare un paio di esempi validi:

CIFO Concime idrosolubile per agrumi da frutto e ornamentali: ben bilanciato sui 3 macro-elementi, è anche ben corazzato di micro-elementi che agiscono contro l’ingiallimento fogliare (ferro) e rafforzano la tenuta e lo sviluppo dei “fruttini”. Da usare ogni 10-15 giorni sul terreno sciogliendo 4,5 grammi di prodotto in 2,5 litri d’acqua. Da provare anche la somministrazione fogliare, con stesse tempistiche, ma dosaggi differenti.

COMPO Concime per Limoni e Agrumi: concettualmente diverso rispetto al precedente, questo è un concime a lento rilascio, e cioè una volta somministrato, siete a posto per 2 mesi, massimo 3. Idealmente dovreste utilizzarlo 4 volte l’anno: inizio primavera, fine maggio, agosto e ottobre. Ricco di azoto, potassio, manganese e una serie di micro-elementi utili alla salute dei vostri agrumi.

Considerazioni Finali

Avrete capito ormai che i concimi sono importanti per passare ad uno step successivo nella cura delle piante. La suddivisione per categorie è utile, sia alle nostre piante, sia per soddisfare le aspettative che tutti noi abbiamo quando ne compriamo una. L’uso del concime non va visto come opzionale, ma come basilare per la salute delle nostre piante. Somministratelo con costanza e seguendo sempre le istruzioni del produttore, vedrete che gli effetti positivi non tarderanno a manifestarsi!


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Le 5 piante più facili da tenere in casa

Le 5 Piante più Facili da Tenere in Casa

. Pubblicato in Caffè Tropicale.

Quello di arredare casa propria, che sia una villa a due piani o un monolocale, con le piante, lussureggianti tropicali o esotiche piante grasse, è di sicuro uno dei trend del momento. Le piante sono ovunque intorno a  noi, gli stili “esotico”, “etno-chic” e “urban jungle” dilagano nei locali di ultima generazione e sulle riviste di brand di arredamento, impossibile starne fuori. Anche per voi, sedicenti pollici neri. Quella di “essere dei pollici neri” è una delle scuse utilizzata più spesso per tirarsi fuori dalla mischia, quando si parla di avere delle piante in casa. Poi, certo, ci sono tanti altri motivi: mancanza di gusto, disinteresse totale verso il mondo delle piante, o ancora “non sono mai a casa” (una volta forse), oppure “ho un cane/gatto in casa”. Sacrilegio! Gli animali vanno matti per le piante, e comunque ce ne sono molte di innocue (senza spine, nè elementi tossici), tra l’altro difficilmente distruttibili dai nostri amici a quatto zampe.
Ma tornando alla scusa principe, “Non Esistono Pollici Neri” è il motto di pianteincasa.com e uno dei modi che avete per provare a voi stessi questa incontrovertibile verità è comprare una pianta facile da mantenere e mettervi alla prova. Il primo passo è leggere questo articolo fino in fondo;  il secondo è uscire, andare in un vivaio, da IKEA, al supermercato o al chiosco sotto casa, e comprare una di queste 5 piante!
PS:  non inserisco cactus o piante notoriamente conosciute come “piantine grasse” perchè quelle di default fanno parte della classifica. Molto di quanto leggerete nelle prossime righe, comunque, vale anche per loro.

Dracena

Questa pianta, di cui esistono numerose varietà, è facilmente rintracciabile in numerosi uffici o negozi, e già questo è sintomo di alta adattabilità e praticità di manutenzione. Un altro dei motivi è sicuramente il portamento, dal momento che cresce in altezza e che quindi risulta perfetta per essere collocata in ambienti piccoli. Compacta, Fragrans (nota anche come Tronchetto della Felicità, Marginata. Sono queste le tre varietà più diffuse e apprezzate, ma ce n’è davvero per tutti i gusti. Veniamo alle cure: praticamente quasi nulle! La Dracena resiste parecchio alla siccità, diciamo che regge tranquillamente 3 settimane senz’acqua (a meno che in casa vostra non facciano 30 gradi di media!); per sicurezza meglio non andare oltre un’annaffiatura ogni 2 settimane, in estate. In termini di esposizione, come ogni pianta che si rispetti vive sicuramente meglio in una zona luminosa, sopportando egregiamente anche un paio d’ore di luce diretta  senza rovinarsi, ma se volete abbellire una zona non così luminosa della casa, la Dracena dovrebbe comunque andar bene! Sufficientemente resistente anche agli sbalzi di temperatura, evitate solo di metterla davanti a stufe, termosifoni, condizionatori. Difficilmente viene attaccata dai parassiti (a meno che non la teniate quasi al buio e la innaffiate ogni due giorni).

Falangio

Forse la meno facile tra le facili di questo articolo, il Falangio, noto anche come Nastrino, Spider Plant, o, per gli appassionati di botanica, come Chlorophytum, va comunque incluso di diritto in questa breve lista. Pur essendo originario dell’Africa Meridionale, quindi abituato per natura a climi caldi, non è raro vederlo in inverno mezzo-agonizzante in una vasiera fuori da qualche negozio. “Mezzo” però, perchè poi con la primavera si riprende alla grande, eccome! Comunque, il modo migliore per tenerlo in salute e metterlo in casa. Per il portamento cespuglioso, risulta perfetto su una credenza, al centro di un tavolino, sopra una libreria o, per i più audaci, appeso con un gancio al soffitto. Tenuto alla temperatura giusta, necessita davvero di poche cure: una buona bagnatura ogni 10/14 giorni, dipende da quanto il terreno impiega ad asciugarsi, parecchia luce indiretta a disposizione, e ogni tanto una nebulizzata di acqua (meglio se distillata) sulle foglie. Quest’ultimo è l’accorgimento che rende il Falangio la pianta più difficile tra le facili. Valutate voi se è troppa fatica!

Pothos

Tutti voi avrete visto una pianta di Pothos scendere abbondantemente da una mensola o da una libreria a casa di un amico, o direttamente da un cestino appeso al soffitto in un locale e avrete sicuramente pensato: bella, ma quanto deve essere scomodo annaffiarla! Quello che però non sapete è che questa, in molti casi scomoda operazione, va fatta mediamente (quello che fa la differenza è quanto è asciutto/bagnato il terreno) una volta ogni 8-9 giorni in estate, una ogni 2 settimane in inverno. Poi, certo, se proprio vi da noia, potreste anche optare per una crescita in altezza su di un sostegno, ma non vorrete mica trasformare casa vostra nell’ingresso di un palazzo o in un ufficio, giusto? Non confondetevi con lo scindapsus o il philodendron scandens, sono molto simili, ma il pothos, anche noto come epipremnum ha foglie più resistenti, cresce ad una velocità doppia, e vive bene anche se la sua chioma non viene nebulizzata ogni settimana. Pur amando avere acqua quando il terreno si asciuga, resisterà egregiamente anche se tarderete l’innaffiatura di qualche giorno. Se volete esaltarne la variegatura delle foglie, piazzatelo in un luogo bello luminoso; vice-versa, resisterà lo stesso, ma sarà sicuramente meno bello, a voi la scelta..

Sansevieria

Questa pianta, molto in voga negli anni ’70 e ’80, è tornata recentemente di moda, probabilmente perchè, oltre ad essere altamente decorativa per via delle sue foglie dai colori vivi, è anche molto facile da mantenere in casa. Prendete i punti di forza descritti per la Dracena e moltiplicateli per due. La Sansevieria è doppiamente resistente, doppiamente adattabile, doppiamente poco ingombrante. Potete innaffiarla anche solo una volta al mese durante l’inverno, un po’ di più durante l’estate, resiste alla grande anche in situazioni di scarsa luminosità, anzi, nel caso in cui  venga posta ad esempio in un ambiente nel quale la luce viene dall’alto, tipo una mansarda, le foglie tenderanno a crescere il più possibile in altezza, seppure molto lentamente. Mai vista una Sansevieria attaccata dai parassiti, il danno maggiore che può subire è un eccesso idrico, ma come detto, una volta ogni 20-30 giorni è una buona frequenza di irrigazione. Occhio se siete inclini al collezionismo, potreste prenderci pericolosamente la mano (ne esistono circa 70 varietà, tutte tremendamente belle).

Zamioculcas

Eccoci al mostro finale, anzi in questo caso alla vera regina della categoria. La Zamioculcas, a volte chiamata erroneamente Zamia,  è una pianta che, fino a qualche anno fa, non esisteva neanche sui libri botanici, a momenti. Ma ora si è decisamente presa la scena: vi basterà andare in qualsiasi reparto piante di qualunque supermercato per trovarne qualche esemplare in vendita. Il motivo? È in assoluto la pianta apparentemente non succulenta più facile da mantenere! Come detto, è solo “apparentemente” non succulenta, perchè in realtà lo è a tutti gli effetti. Questo è l’aspetto principale che dovrete tenere in mente in ottica manutentiva: la Zamioculcas può essere innaffiata anche una volta al mese in inverno, o comunque deve esssere bagnata quando il terreno è molto asciutto, un pò come acccade per le Sansevierie. In questo caso possiamo dire che, meno cure le date, meglio è…dimenticatevela se possibile! L’aspetto incredibile nonostante il verde brillante delle sue foglie carnose, è che resiste benissimo in condizioni di scarsa luminosità.


Considerazioni Finali

Che dire, che siate a vostra insaputa amanti delle piante, o persone apparentemente non interessate all’argomento, vale sempre la pena comprare una o due piante di questa breve lista. Fate finta si tratti di pezzi di arredamento (anzi no, lo sono a tutti gli effetti)  e vedrete che senza fare particolari sforzi, alla fine ne sarà valsa la pena!


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Le 10 Piante da Interno più Cool

Le 10 Piante da Interno più Cool

Scritto da Massimo Tortorici, 16 Mar 2021. Pubblicato in Caffè Tropicale.

Vi sarà capitato di fare un giro su alcune pagine instagram di plantlovers più o meno neofiti o di farvi ammaliare da immagini dal gusto vagamente esotico sul catalogo di qualche negozio di arredamento, oppure ancora entrare in un locale arredato in stile esotico-tropicale, per poi ritrovarvi a casa chiedendovi: come si chiama quella pianta bellissima, con quei colori brillanti, quelle foglie particolari, quell’aspetto così inimitabile?
O, più semplicemente, avete deciso così, all’improvviso, che volete cominciare a mettere qualche bella pianta tropicale in casa e non sapete da dove cominciare.
Beh, in entrambi i casi siete nel posto giusto: eccovi la lista delle 10 piante più cool che si possano avere in casa, almeno per quest’anno!

Sansevieria

Partiamo dalle basi. Se siete alle primissime armi e/o volete una pianta da appartamento senza troppe pretese in termini di cure, ma comunque super decorativa, la Sansevieria è la pianta che fa per voi! Le caratteristiche, infatti, parlano chiaro: pianta succulenta, potete innaffiarla anche solo una volta al mese durante l’inverno, un po’ di più durante l’estate, resiste alla grande anche con poca luce, è difficilmente attaccata da parassiti. Ha anche dei super-poteri: la Sansevieria fa parte infatti di un ristretto pool di piante con qualità depurative dell’aria. Non fa solo la fotosintesi, assorbendo anidride carbonica, ma assorbe anche una serie di sostanze nocive solitamente presenti, seppur in piccole quantità, nelle nostre case (forma-aldeide, monossido di carbonio, etc.).
Di varietà di Sansevierie ce n’è per tutti i gusti, davvero, se avete il pallino del collezionismo, potrebbero essere la vostra nuova droga! Comunque, 3 di queste varietà le potete trovare praticamente ovunque, non solo nei vivai, ma spesso nei supermercati o da IKEA, in particolare la Sansevieria Laurentii, la S. Cylindrica, e la Sansevieria Zeylanica. Queste 3 varietà sono adatte a tutte le tasche e, se non fate cose assurde, una Sansevieria è per Sempre!

Pilea Peperomioides

Entrata prepotentemente nelle case di tutti i plantlovers già da un po’ di anni, il suo appeal è in continua crescita. Forse perché la Pilea viene “Venduta” come pianta da condividere con gli altri, per le sue capacità di auto-riprodursi con mini-piantine che crescono direttamente dal fusto interrato della pianta-madre. Comunque, condivisa o no, la Pilea Peperomioides, anche nota come “Pianta delle Monete Cinesi”, è simbolo di abbondanza e prosperità; ma il soprannome legato alle monete è anche dovuto alla particolare forma delle foglie, che poi è il motivo principale per il quale la popolarità della Pilea è cresciuta enormemente, anche grazie a canali come Instagram e Pinterest. Certo, non è ai livelli di facilità di manutenzione tipici della Sansevieria, ma sicuramente rimane una pianta all’altezza di molti neofiti. Prezzi d’acquisto OK, super se considerate che dentro un vaso ci sono sempre almeno una pianta “madre” e una o più piccoline.

Stephania Erecta

In assoluto LA Pianta del 2021 (e anche del 2022)! Va citata subito dopo la Pilea, per via delle foglie, vagamente simili, ma non lasciatevi ingannare…la Stephania Erecta è una pianta completamente diversa. Se provate a cercare su Google non sarà facile trovare informazioni, è davvero una novità assoluta nelle nostre case. Il portamento è dannatamente elegante con un fusto sottile da cui si dipanano le foglioline circolari, ma l’aspetto che la rende una pianta curiosa e cool al tempo stesso è il fatto che in commercio si vendano solo Bulbi, a prezzi, naturalmente, piuttosto elevati. È questo lo step successivo di qualsiasi plantlover o aspirante pollice verde, far nascere una pianta e prendersi cura di lei fin dai primi germogli. A noi la Stephania Erecta piace soprattutto per questo.

Senecio Rownleyanus

Tra le piante “ricadenti” o “pendenti” o…avete capito, quelle piante che hanno tante ramificazioni che crescono in lunghezza, c’è sicuramente il Senecio Rownleyanus. Diciamo subito che non è per niente facile tenerlo in casa, perché bisogna garantirgli una discreta aerazione e una buona dose di luce solare diretta, due cose che non sempre è possibile avere nei nostri ambienti indoor. Se però avete voglia di appendere un vaso accanto ad una finestra, magari avvolto in un fagotto in Macramè, il Senecio Rowleyanus è la pianta perfetta. Le sue foglie a forma di pisellino verde sono davvero inimitabili e inconfondibili e sarà difficile trovare un amico o un parente che, entrando in casa vostra, non noterà questo particolare.

Monstera Adansonii

Lo so, state pensando che secondo voi qui ci dovrebbe stare la cugina più grande di questa piccolina, SUA MAESTA’ Monstera Deliciosa. Però quella la conoscete tutti, sbaglio? Quindi, forse è il caso di spendere due parole per questa specialità della stessa famiglia, la Monstera Adansonii. Ovunque viene chiamata anche “Monkey Mask”, forse perché le foglie, grandi quanto la capoccia di una di quelle scimmie che sono solite stare sugli alberi (escluso l’orango tango, che è un bestione!) sarebbero adatte per i loro travestimenti carnevaleschi! Vallo a sapere…quello che è certo è che questa piccoletta sta conquistando sempre più terreno nei cuori dei plantlovers amanti di tropicali…almeno fino a quando non comincia a dare problemi! Già, perché non è facile mantenere con successo una Monstera Adansonii in casa!

Calathea Orbifolia

Di Calathee ce ne sono molte, ma questa è sicuramente una degna rappresentante della categoria, per l’argomento di questo articolo. Sarà per le sue foglie più chiare rispetto a molte altre cugine della famiglia, con colori tenui e incredibilmente eleganti, ma questa bellezza è la Calathea Regina su Instagram. Il livello di difficoltà è meno alto di quanto si racconti in giro; certo, se volete una pianta da interni auto-sufficiente, non è questo il caso! La Calathea Orbifolia, come tutte le altre componenti della famiglia, sta bene anche in una zona mediamente luminosa (ma le foglie verranno su più piccole).

Maranta Leuconeura (Fascinator)

Strettamente imparentata con la Signora qua sopra c’è questo gioiellino, la Maranta Leuconeura Fascinator. In comune hanno praticamente tutto: stesse cure, stesse condizioni ideali, stesso livello decorativo del fogliame, stesse abitudini “religiose”. Sì, perchè uno dei motivi che fa impazzire tutti i possessori o aspiranti tali di una Marantha o di una Calathea è il comportamento delle foglie che si alzano col buio e si abbassano il mattino dopo con le prime luci…un “atteggiamento” che le ha fatto guadagnare l’appellativo di “Pianta della Preghiera”. Sulle foglie c’è poco da dire, basta guardare qualsiasi foto, in particolare della varietà “Fascinator” per rimanerne affiscinati per l’appunto, senza fiato.

Alocasia Zebrina

Se la batte con le sue cugine, la Alocasia x Amazonica e la Macrorrhiza, ma non può che essere lei la degna rappresentante della famiglia all’interno di questa lista. I suoi fusti zebrati sono unici, e uniti al portamento slanciato delle grandi foglie apicali rendono l’Alocasia Zebrina davvero un pezzo unico in grado di arredare con eleganza e stile qualsiasi angolo della casa. È una pianta un pò capricciosa, ma anche questo fa parte del “personaggio”. Dovete corteggiarla, farla sentire a proprio agio e vedrete che vi ripagherà con una bellezza imperturbabile.
I prezzi qui sono un po’ più alti rispetto alle precedenti, causa dimensioni e tiratura (non si trovano facilmente).

Strelitzia Nicolai

Eccoci arrivati ai pezzi da novanta. Qui si parla di veri e propri Alberi, signore e signori!
La Strelizia Nicolai è decisamente il rappresentante più cool della sua famiglia. Perchè? Per via delle sue enormi foglie lucenti, molto simili a quelle di un banano. Ciò che la rende preferibile al banano è il portamento più ordinato, con le foglie che si sviluppano solo in due direzioni opposte tra loro. Certo anche i fiori che fa non sono male, eh!  Con le sue dimensioni (può tranquillamente raggiungere l’altezza del soffitto, se opportunamente rinvasata) è in grado di riempire un’intera parete, dando alla vostra casa l’aspetto di una vera giungla urbana! Prezzi altini, ma come detto, si tratta di una pianta che può diventare un albero, e quando lo vedrete in vivaio non riuscirete a togliergli gli occhi di dosso.

Ficus Lyrata

Ed eccolo, Sua Magnificenza Ficus Lyrata! Negli ultimi anni si è conquistato il ruolo di maggior rappresentante della sua categoria a discapito dei noti parenti Ficus Elastica e Ficus Benjamin. Il motivo sono le Foglie, incredibili foglie giganti a forma di violino; il tronco snello fa il resto. Ultimamente, il Ficus Lyrata va così tanto che alcuni marchi di arredamento ne vendono delle copie. E, si sa, quando ti fanno finto, vuol dire che sei davvero popolare! Piazzato in un angolo, con tanto spazio a disposizione e tanta luce indiretta, può fare un figurone in qualsiasi casa. Se volete un esemplare già un pò sviluppato siamo sui 50 euro, ma se ne trovano anche di piccolissimi, a prezzi più contenuti; vederli crescere sarà un piacere!


Considerazioni Finali

Sicuramente queste ora sono piante molto in voga, direi anche a ragione, vista la bellezza e le emozioni che sono in grado di suscitare. È quindi molto facile convincersi a comprarne un esemplare. Ma ricordatevi che sono comunque esseri viventi, e che hanno pur sempre bisogno di cure e attenzioni, chi più chi meno. Il consiglio quindi, in questo caso ancor più che in altri, è di fermarsi un attimo, valutare oggettivamente il luogo e le condizioni nelle quali potreste coltivare la vostra pianta  super cool, e solo allora agire. Le vostre capacità piantologhe non sono un problema, come spesso dico “potenzialmente, siamo tutti pollici verdi!”


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