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Foglie intagliate e super verdi

RHAPHIDOPHORA TETRASPERMA


La Rhaphidophora può crescere all’infinito, purchè trovi qualcosa a cui agganciarsi, attraverso le sue radici aeree

Introduzione

Quando avete visto per la prima volta una Monstera Deliciosa, ve ne siete innamorati all’istante, o almeno è così per il 99,9% di voi. Impossibile non perdere la testa per le sue foglie fessurate e bucate in maniera irregolare e unica; quando le foglie raggiungono certe dimensioni poi, verrebbe quasi da farle carta d’identità e codice fiscale, neanche fosse una persona vera! E però, proprio le dimensioni che può raggiungere una Monstera Deliciosa, possono essere il suo problema, se vuole avere un posto nelle vostre case. Per questa ragione, negli ultimi anni, si è andata affermando una “piccoletta” dal nome talmente impronunciabile e ancor più difficile da scrivere! Non a caso, la pianta di cui stiamo parlando è molto nota con il suo “nickname”, ispirato alla sua somiglianza, proprio con la Monstera Deliciosa. Sto parlando della Monstera Minima, detta anche Rhaphidophora Tetrasperma.


Descrizione

Rhaphi…che?! Sì, lo so, il nome, come preannunciato è impossibile, sembra quasi si parli di una creatura mostruosa, parassitaria, da evitare a tutti i costi. Meglio chiamarla Monstera Minima, no? Dopo tutto, le foglie sono come quelle della Monstera Deliciosa, e vengono fuori allo stesso modo, ognuna dal gambo dell’ultima arrivata su ciascun fusto. Ognuno di questi è un fusto di Monstera in miniatura, con tanto di nodi, il colore verde è della stessa intensità, etc. Due differenze, però, ci sono: la Rhaphidophora Tetrasperma cresce ad una velocità doppia, se non tripla rispetto ad una Monstera Deliciosa; ed è naturale, ci vuole molta più energia e nutrimento per costruire tessuti grandi come quelli che compongono una foglia di Deliciosa. La seconda differenza è di carattere accademico, e vi sorprenderà più del resto: la Rhaphidophora Tetrasperma non appartiene al genere “Monstera”. Eh no, appartiene ad un genere chiamato proprio “Rhaphidophora”. Come spiego meglio in questo articolo, la Rhaphidophora Tetrasperma è una di quelle piante vittime di fraintendimento botanico. Poi, certo, alla fine direte “ecchissenefrega?” Avete pure ragione, ma d’ora in poi la chiamerò semplicemente Rhaphidophora Tetrasperma.


Condizioni ideali per tenere una Rhaphidophora Tetrasperma in casa

Voglio partire dall’aspetto apparentemente meno importante: i fusti di Rhaphidophora Tetrasperma hanno bisogno di un sostegno. Come tutte le piante epifite, e cioè quelle piante a cui piace arrampicarsi su altre solo per cercare di arrivare in zone più luminose (nelle foreste del sud-est asiatico, no di certo nelle nostre case), anche la Rhaphidophora può crescere all’infinito, purchè trovi qualcosa a cui agganciarsi, attraverso le sue radici aeree. Ora, a meno che voi non vogliate fare uso di un palo di sfagno, altrimenti noto come “moss pole”, da dover bagnare ogni giorno (nei mesi estivi), dovrete accontentarvi di fissare meccanicamente i vostri fusti di Rhaphidophora a qualcosa: siano essi ganci per orientare i rami su una parete, sullo stipite di una porta, su un infisso, oppure un semplice palo in fibra di cocco, fate crescere verso l’alto la vostra Rhaphidophora Tetrasperma. Detto ciò, tutto il resto, in termini di cure, è equiparabile ad una Monstera. Luce diffusa abbondante, diretta solo nelle prime ore del mattino o nelle ultimissime del pomeriggio. Annaffiature abbondanti ma ben distanziate tra loro, lasciando ben asciugare gran parte del substrato. A proposito di substrati, sceglietene uno bello drenante, con bark, perlite, fibra di cocco, etc. Come spiego in questo articolo, la scelta del giusto substrato è molto importante, e le aracee come la Rhaphidophora, amano stare in un terriccio ben drenato, ma al tempo stesso con una certa costante umidità, e che sia ben areato.
L’utilizzo di un buon concime liquido ad alto tenore di azoto è d’obbligo, soprattutto nei mesi da marzo ad ottobre. Se vi va, potete vaporizzare ogni tanto un po’ d’acqua sulla vostra Rhaphidophora Tetrasperma, amerà l’umidità aggiuntiva che le donerete. Mi raccomando, se proprio volete lasciare dell’acqua nel sottovaso, dopo l’annaffiatura, fate in modo che questo sia pieno di argilla espansa. Questo è solo uno dei metodi per aumentare il grado di umidità circostante e, al tempo stesso, e vi permette anche di non dovervi preoccupare dell’acqua in eccesso che fuoriesce dai fori di drenaggio del vaso.


Possibili problemi

Anche nel caso della Rhaphidophora Tetrasperma come per la Monstera Deliciosa, il problema principale in cui potreste incappare è l’eccesso idrico. La manifestazione di un marciume radicale è abbastanza inequivocabile: foglie che diventano nere ai margini, con macchie che si allargano col passare dei giorni (e delle continue annaffiature”. Dovete evitare in tutti i modi che ci siano ristagni idrici. Per non preoccuparvi più di quanta acqua le date, come detto nel paragrafo precedente, usate un substrato ben areato e parecchio drenante. Non avete voglia e vi basta il terriccio universale con un po’ di perlite? Auguri. Dovrete stare però molto attente/i a come e ogni quanto irrigate la vostra Rhaphidophora.
Le foglie d’improvviso più piccole, dopo alcune foglie grandi, non sono un problema. Probabilmente siete in una stagione meno propizia, oppure vi siete dimenticati di somministrarle il concime liquido, oppure ancora la pianta viene fuori da una situazione di stress, tipo una bella botta di caldo in vostra assenza per ferie. Bene, in quest’ultimo caso, datele un apposito biostimolante, insieme con il consueto concime. Vedrete che si riprenderà. Parassiti? Ben pochi, di solito. Per la cocciniglia andate dall’utilizzo di semplice Olio di Neem a salire, in caso di situazioni più gravi. Se in presenza di un’infestazione di acaro o ragnetto rosso, non esitate ad andarci giù pesante con un prodotto ad hoc.


Propagazione Rhaphidophora Tetrasperma

La propagazione della Rhaphidophora Tetrasperma si fa per talea apicale. Si prende il fusto da tagliare, si individua un punto con dei nodi e cioè quelle protuberanze scure sul fusto, presenti tra una foglia e l’altra e si da un bel taglio netto e obliquo. Una volta messa la vostra talea in acqua, tempo 3 settimane circa, vedrete spuntare dal nodo delle belle radici acquatiche. Naturalmente la talea, oltre ai nodi deve avere 2-3 foglie, in modo da avere una buona reattività dei tessuti (essendo la parte più recente del fusto) e un apparato (le foglie) in grado di produrre l’energia necessaria a farla sopravvivere e produrre nuove radici. Una volta ben radicata, se volete, traslocatela in un substrato adeguato, purchè ciò avvenga in una stagione ancora buona per la crescita. La pianta madre? Non temete, da un altro dei nodi vicini alla zona di taglio, sarà già uscito un germoglio e, quindi, un nuovo fusto.


Considerazioni Finali

La Rhaphidophora Tetrasperma è una di quelle piante dalle potenzialità decorative enormi, che però ha la sfortuna di avere un “cugino” più grande, bello e famoso, come è la Monstera Deliciosa. Chiarito però che le due piante non sono in realtà parenti strette, cominciate a dare alla Rhaphidophora Tetrasperma la giusta importanza, e mettetela in un angolo di casa adeguato, magari un posto dove può riempire i 2 metri soprastanti. Vedrete, tempo un paio d’anni quell’angolo sarà verde e vi renderete conto ben presto che, sì, la Rhaphidophora non è una Monstera e soprattutto non così “Minima”.


  • Livello difficoltà

    Medio-Basso

  • Illuminazione

    Luce Indiretta Alta

  • Irrigazione

    Se terreno asciutto

  • Livello Umidità

    Medio

  • Ritmo Crescita

    Medio

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