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Come curare le piante d’appartamento in inverno

Di Massimo Tortorici | Pubblicato in Caffè Tropicale il 10 – Aggiornato il 13 Nov

“Sulle foglie della mia Monstera sono comparse delle macchie scure sui margini, e si stanno allargando”; “L’altro giorno sono inciampata/o  su una foglia della mia Sansevieria che era letteralmente collassata”; “La mia Alocasia ha perso due foglie in 10 giorni, sono disperata/o”; “Quella piantina grassa che mi avevano regalato è diventata improvvisamente scura e non so cosa le è successo”. Lo avete mai sentito dire ad un’amica o a vostra madre, oppure vi ci siete trovate/i voi stesse/i? Sono situazioni che tutti noi plantlovers sperimentiamo, e possono verificarsi in qualsiasi momento, più spesso in inverno. Perchè in inverno? Perchè dopo aver curato brillantemente le nostre piante in casa, nei mesi primaverili ed estivi, in cui loro hanno in genere parecchia luce, temperature alte e bevono tanta acqua, siamo molto rilassati/e o comunque convinti/e di  aver trovato la quadra giusta. Il problema è che in inverno le condizioni ambientali, anche in casa, sono completamente diverse rispetto all’estate; e a volte ce ne rendiamo conto troppo tardi, perchè da settembre a gennaio il mutamento è graduale ma costante. Ed ecco che il lavoro e le soddisfazioni di mesi e mesi di stagione vegetativa, possono di colpo andare a farsi benedire nel giro di poche settimane. In questo articolo proveremo a capire come evitare di vivere le terribili situazioni sopra descritte. Cercheremo cioè di chiarire quali sono le accortezze e le strategie da attuare per curare al meglio le nostre piante da appartamento nei noiosi e difficili mesi invernali.

Irrigazione

Il primissimo aspetto da considerare, quello che può impattare in maniera più netta e fatale sulla salute delle vostre piante è l’irrigazione, o meglio, quanto spesso e in che quantità innaffiate le vostre piante; per essere ancora più specifici, quanto inzuppate il substrato e per quanto tempo questo rimane zuppo o comunque umido. Se avete già letto questo articolo sui substrati, saprete che avere le proprie piante coltivate nel giusto substrato è già un bel passo avanti. Ma non basta. Bisogna anche considerare quanto tempo ci mette il substrato ad asciugarsi e di che tipo di condizioni necessitano le vostre singole piante. Il substrato semi-sabbioso e poroso in cui coltivate le vostre succulente, se in estate ci metteva 10 giorni ad asciugarsi del tutto, in inverno ce ne potrebbe impiegare 20 di giorni, per l’asciugatura. Il mix in cui avete messo dentro le vostre aracee, che in estate bagnavate ogni settimana, per mantenerlo umido al punto giusto e non farlo asciugare del tutto, ora rimarrà umido per 2 o anche 3 settimane. Non esiste un intervallo temporale scientificamente corretto, ovviamente, questi sono solo esempi. Dovrete essere voi a capire, verificandone periodicamente lo stato, ogni quanto i vostri terricci necessitano di acqua. Controllate la noia e tenete a freno il desiderio di dare amore alle vostre piante, dovete essere pazienti, altrimenti sbaglia oggi, sbaglia domani, nel giro di un mese potrete aver indotto alle vostre piante del marciume radicale, con svariati problemi annessi.  Per quanto riguarda la quantità di acqua da somministrare, anche qui dovrete andarci più piano. Riducete un pò la quantità (questo non vuol dire utilizzare il contagocce, neanche per le succulente). Se innaffiate dall’alto, valutate un cambio di metodo: la subirrigazione ad esempio. Potete cioè bagnare servendovi di un sottovaso. Quando ritenete che una pianta ha bisogno di acqua, provate a metterla su un sottovaso della giusta misura, riempiendolo d’acqua. Se la pianta ha effettivamente bisogno, l’acqua finirà in 20-30 minuti al massimo, o comunque il livello sarà sceso drasticamente. Se questo non avviene, beh, avete evitato di innaffiare quando non serviva. Una specifica in più per le piante succulente (Sansevierie incluse): esse sono in grado di immagazzinare parecchia acqua, ma soprattutto, in inverno, con meno luce e crescita ferma, sono a riposo e non hanno quindi esigenza di apporto nutritivo, come invece durante la stagione vegetativa. Innaffiate una volta al mese, non di più (fatte le dovute eccezioni, vedi Schlumbergera che tutti vogliamo vedere piena di fiori).

Concimazione

Parlando di acqua e nutrimento in generale, vale la pena affrontare subito il tema “Concimazione”. Da qualche parte ho letto che le piante non vanno concimate in inverno. Io, e anche altre/i per fortuna, la pensiamo diversamente. Anche in inverno le piante vanno concimate. Certo, bisogna farlo molto meno spesso rispetto alla stagione vegetativa, al massimo una volta al mese. Le vostre piante saranno pressoché ferme e quindi non avranno esigenza di energia specifica per crescere, ma solo di quella per alimentare le funzioni basiche. Concimate quindi meno frequentemente, seguendo sempre le indicazioni in etichetta. Volendo, potete spostarvi su concimi più equilibrati, visto il periodo di “riposo”. Ad esempio: se per le vostre aracee avete usato, fino ad ottobre, un concime come CIFO per Piante Verdi con formula NPK 14-5-8, e quindi ad alto tenore di azoto, per i mesi freddi potreste optare per un COMPO Concime per Piante Verdi, con formula NPK 7-3-6, quindi meno azoto e concentrazione più alta di tanti altri micro-elementi. Che scegliate l’uno o l’altro, entrambi i produttori contemplano la concimazione invernale, con dosaggi, appunto, ridotti, Quindi concimate, concimate anche in inverno e vedrete che, con l’arrivo della primavera le vostre piante saranno più forti e reattive che mai.

Luce naturale

In inverno ci sono meno ore di luce, e su questo siamo tutti d’accordo. Non solo però: la luce è anche meno intensa. In generale, quindi la luminosità che potete avere nel vostro soggiorno in estate è, possiamo dire, dimezzata in inverno. La quantità di luce che una pianta assorbe in un determinato punto non sarà minimamente la stessa tra estate e inverno. Quello che bisogna capire è se ci sono piante che, al variare delle condizioni di luminosità, stanno comunque bene dove stanno, o se hanno bisogno di essere spostate anche solo per sopravvivere. Facendo un paio di esempi pratici:

  • una pianta grassa che nei pomeriggi estivi prendeva un paio d’ore di sole diretto, su una credenza del vostro soggiorno distante 3 metri dalla finestra, in inverno potrebbe beneficiare di uno spostamento su un mobiletto posto a mezzo metro dalla finestra.
  • una Calathea posizionata in una zona riparata dai raggi diretti in estate, in inverno potrebbe avere troppo buio e quindi gradire una posizione più luminosa.

Un’altra specifica è doverosa farla: la luce diretta dei raggi solari in estate non ha nulla a che vedere con quella invernale. Il sole è molto più distante dalla Terra. La stessa luce diretta del primo pomeriggio che in estate brucia le foglie delle vostre alocasie, in inverno può solo che fargli bene. Con tutto ciò, non sto dicendo che dovete cominciare a spostare tutte le piante che avete nelle stanze di casa vostra, anzi. Le piante in casa sono belle anche perchè arredano con stile e gusto a voi più congeniali quel determinato angolo di casa. Valutate caso per caso, e date più luminosità solo alle piante che davvero ne hanno bisogno.

Il supporto delle Grow Lights

Un ulteriore aspetto da considerare in tema “luce” in generale:  l’utilizzo di Grow Lights. Andrebbero sicuramente usate nei seguenti due casi:

  • volete mettere delle piante in una posizione in cui non ricevono la giusta luminosità, a prescindere dalle stagioni
  • alcune vostre piante sono state falcidiate da parassiti o da marciume radicale fino a novembre, e, risolto il problema principale, volete provare a farle riprendere il prima possibile, senza aspettare la primavera.

A parte questi casi limite, le grow lights sono un’ottima opzione se proprio non volete saperne di assistere al “letargo” delle vostre piante. Scegliete delle soluzioni congeniali al vostro arredamento e soprattutto con il giusto PPFD. Se volete approfondire l’argomento, leggete questo articolo.

Temperatura

E siamo alla temperatura. Altro aspetto che subisce variazioni significative, e che incide sulla salute e l’aspetto delle nostre piante tenute in casa. Diciamo subito che in casa, in inverno, non ci saranno mai temperature in grado di uccidere le nostre piante. Di base, mi auguro anche per voi, la temperatura minima in casa sarà sempre di 18 gradi, quindi perfetta per qualsiasi specie. Bisogna però capire a che massime si arriva e come ci si arriva. Nello specifico, infatti, i riscaldamenti di ogni tipo seccano l’aria, chi più chi meno. Avere in casa una temperatura fissa di 24 gradi con umidità 40% potrebbe pure andar bene per diverse succulente; risulta però in parte dannoso per aracee, palme, marantacee, etc., e cioè piante che prediligono un livello di umidità del 60-80%. Le punte delle foglie si seccano, la crescita si arresta prima. E in generale, “respirano” male. Già, le piante respirano, proprio come noi: non parlo della fotosintesi, ma della respirazione cellulare, il processo inverso, tramite il quale le piante espellono l’ossigeno in eccesso sotto forma di anidride carbonica. Senza entrare ora nel dettaglio, tenete conto quindi che l’aria secca fa respirare male noi e loro. In ogni caso, se volete usare mediamente molto i vostri riscaldamenti, posizionate delle vaschette piene d’acqua sui vostri caloriferi per incrementare l’umidità dell’aria. Se però volete una soluzione ad hoc per tenere alta l’umidità intorno alle vostre piante, usate il vecchio trucco dell’argilla espansa nei sottovasi, come descritto in questo articolo, oppure acquistate un bell’ umidificatore.

Ricambio d’aria

Acqua, luce, temperatura, cosa manca? L’aria! Anche lei è importante, in inverno come in estate. Le piante che teniamo dentro casa, in natura non crescono in ambienti chiusi. L’aria favorisce gli scambi gassosi e rinvigorisce la pianta “allenando” la resistenza di tronchi, rami e radici. Ora, in casa non potremo certo far irrobustire le radici delle nostre piante  a suon di correnti d’aria, figuriamoci. Sicuramente però, possiamo assicurargli il ricambio sufficiente per aumentare l’ossigenazione dell’aria, visto che noi, respirando, ne consumiamo parecchio di ossigeno. E in questo modo, contribuiremo anche ad incrementare l’umidità dell’aria di casa nostra, soprattutto se usiamo parecchio i riscaldamenti. A proposito di correnti d’aria: state attente/i, in inverno una folata di aria fredda può dare parecchio fastidio a Ficus, Filodendri e compagnia bella. Lo so che sembra scontato, ma è meglio specificarlo.

Pulire le foglie

Eh sì, anche questo va fatto! Non tanto per questioni estetiche o maniacali, ma perchè in questo modo aiutiamo le nostre piante a funzionare meglio. Fare in modo che le foglie assorbano più luce possibile e facciano correttamente la fotosintesi è ancora più importante in una stagione come quella invernale, in cui la luce è poca e meno intensa. Pulire le foglie con un panno umido (solo acqua, mi raccomando) sarà un’attività noiosa ma se non altro l’impatto positivo sulla salute delle nostre piante c’è, eccome!

Parassiti

Parassiti anche in inverno? Tranquille/i, se farete tesoro di quanto letto finora, credo non avrete problemi, da questo punto di vista. Dalla cocciniglia al ragnetto rosso, infatti, più o meno tutti i parassiti gradiscono temperature sopra i 22 gradi e bassa umidità. Sono queste le condizioni in cui possono proliferare e, purtroppo, in primavera/estate bisogna stare davvero in allerta. Se però tenete i termosifoni a palla, beh, non potrete rilassarvi neanche in inverno. Media di 18-20 gradi, umidità discreta al 60%, substrati a lungo umidi ed eccovi servita la barriera naturale anti-parassiti. Poi, certo, se a novembre pensate di aver definitivamente debellato dalle piante attaccate i vari ragnetto rosso, acari, o tripidi, l’inverno in realtà potrebbe essere solo una lunga parentesi di calma apparente. Questi parassiti, infatti, depositano uova ad un ritmo infernale e le ultime depositate, spesso resistono l’inverno per poi schiudersi ai primi caldi. Quindi, voi buttate sempre un occhio alle piante colpite in precedenza da questi maledetti, anche in inverno. Quando arriva la primavera, beh, in bocca al lupo.

Varie ed eventuali

Tutto quello di cui si è parlato in questo articolo, in generale, vale per la sopravvivenza dentro casa di tutte le piante. Si parla di piante che sono sempre state dentro casa, non di piante che in estate tenete fuori e che pensate di riportare dentro per l’inverno. Per questo argomento va fatto un discorso a parte, in altra sede. Qui si è parlato di sopravvivenza, di condizioni utili al mantenimento dei processi base, che per molte piante sono gli unici ad essere in atto, in inverno. Altre piante, però “lavorano” di più in inverno, dovendo far fronte a processi dispendiosi come la fioritura o la produzione di nuove foglie: due esempi comuni su tutti: la Schlumbergera o Cactus di Natale, e la Albuca Spiralis. La giusta quantità di luce, le temperature, l’umidità del terreno, la concimazione, sono ancora più importanti per queste piante, in inverno. Non sottovalutateli.

Massimo Tortorici